lunedì 8 aprile 2019

Il primo robot della storia.



L’Automa Cavaliere è un progetto ideato intorno al 1495, probabilmente a seguito degli studi di anatomia del grande inventore Leonardo da Vinci. 

Si suppone che Leonardo abbia presentato il suo cavaliere meccanico durante una festa alla corte di Ludovico Sforza, forse in occasione delle nozze della nipote. Tuttavia non esistono prove certe della effettiva realizzazione del robot.


Si tratta di un soldato rivestito da un’armatura medioevale, capace di alcuni movimenti simili a quelli degli esseri umani come alzarsi in piedi o muovere le braccia e la testa. I movimenti sono azionati da una serie di cavi e pulegge. La macchina si compone di due diversi meccanismi che controllano, in maniera indipendente, uno la parte superiore del corpo e l’altro quella inferiore.

La metà superiore del cavaliere robotico è messa in movimento da un sistema che controlla il movimento delle spalle, delle mani, dei gomiti e dei polsi; la metà inferiore ha meccanismi che consentono il movimento di anche, gambe, ginocchia e caviglie.

Un primo modello dell’Automa Cavaliere fu realizzato nel 1996 da Mark Elling Rosheim, un esperto di robotica statunitense, che prese ispirazione dai progetti di Leonardo per realizzare in seguito i robot sviluppati per la NASA. Oggi, molte repliche dell’Automa Cavaliere sono esposte in numerosi musei di tutto il mondo. In questi giorni è possibile ammirare uno dei prototipi ad Accadia (provincia di Foggia)..

Solo nel 1950, grazie agli studi condotti da Carlo Pedretti, uno dei massimi esperti delle opere di Leonardo, si comprese che alcuni disegni, contenuti nel Codice Atlantico ed in altri taccuini sparsi, potevano rappresentare un robot. A seguito di questa intuizione, seguendo fedelmente i disegni, è stato costruito un automa perfettamente funzionante. La realizzazione non è stata facile, perché ogni parte del robot era disegnata in un singolo foglio, senza spiegazioni su come collegarle tra loro, e talvolta insieme a disegni di altri progetti, che hanno molto confuso le idee degli studiosi.

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